I motivi geometrici giapponesi, detti wagara (和柄), si vedono ovunque: kimono, carta, ceramica, loghi, anime. Ognuno ha un nome, una storia e spesso un augurio preciso. Nel tatuaggio danno ritmo ai fondali e possono diventare il soggetto stesso.

- Seigaiha: onde concentriche, augurio di pace; il nome viene da una danza di corte.
- Asanoha: foglia di canapa, crescita rapida e protezione, tipica degli abiti dei neonati.
- Ichimatsu: scacchiera, prende nome dall'attore kabuki Sanogawa Ichimatsu.
- Uroko (scaglie), kikkō (guscio di tartaruga) e shippō (sette tesori): protezione, longevità, armonia.
Seigaiha: le onde del mare blu
Il seigaiha (青海波, «onde del mare blu») è formato da archi concentrici sovrapposti a scaglie. Il nome viene da un brano di musica e danza di corte, il bugaku «Seigaiha», i cui danzatori indossavano costumi con questo disegno. Nel Genji monogatari, all'inizio dell'XI secolo, il principe Genji danza il Seigaiha durante una festa d'autunno, in una delle scene più celebri del romanzo.
Il motivo porta l'augurio di una vita tranquilla e prospera, come un mare calmo che si ripete all'infinito. Nel tatuaggio si usa come riempimento e come variante geometrica delle onde naturalistiche.
Asanoha: la foglia di canapa
L'asanoha (麻の葉) è una stella a sei punte costruita da triangoli, che ricorda la foglia di canapa. La canapa cresce rapida, dritta e resistente senza bisogno di cure, per questo il motivo era usato sugli abiti dei neonati come augurio di crescita sana e come protezione dagli spiriti. Compare anche nell'architettura, in pannelli di legno intagliato.
Ichimatsu: la scacchiera di un attore
La scacchiera a quadrati alterni esisteva da secoli con il nome di ishidatami, «selciato». Diventa ichimatsu (市松) a metà Settecento, quando l'attore kabuki Sanogawa Ichimatsu indossa sul palco un hakama con questo motivo e lo rende di moda a Edo. È un caso da manuale di influencer ante litteram: il pubblico copia l'abito del divo e il motivo prende il suo nome.
La ripetizione senza fine dei quadrati è letta come prosperità e continuità. Nel 2016 il motivo è stato scelto come base dell'emblema dei Giochi olimpici di Tokyo 2020, disegnato da Asao Tokolo. Chi è cresciuto con Demon Slayer lo riconosce nell'haori verde e nero di Tanjirō.
Uroko, kikkō, shippō
L'uroko (鱗, «scaglie») è una trama di triangoli alternati che imita scaglie di serpente, pesce o drago. Era usato come amuleto di protezione e ha un legame teatrale preciso: nei drammi su Dōjōji la donna che si trasforma in serpente indossa un costume a scaglie triangolari. Sulla pelle è quindi un motivo di trasformazione.
Il kikkō (亀甲) riprende gli esagoni del guscio di tartaruga, animale della longevità. Lo shippō (七宝) è una catena di cerchi che si intersecano, legata ai sette tesori del buddhismo, augurio di armonia e buone relazioni. Negli anime recenti, ancora Demon Slayer: Nezuko porta l'asanoha, Zenitsu i triangoli uroko, Giyū metà haori a kikkō.
Come usarli in un tatuaggio
I wagara funzionano in tre modi. Come fondale geometrico al posto di onde o nuvole, per un effetto più grafico. Come riempimento interno a una figura, per esempio un kimono o la sagoma di un animale. Come soggetto autonomo, quando il motivo ha un significato personale. Tecnicamente chiedono precisione: una scacchiera o un seigaiha irregolari si notano subito, e sulla pelle la geometria va adattata alla curvatura del corpo, non stampata piatta.
Fonti e letture: Wikipedia, «2020 Summer Olympics»; Wikipedia, «The Tale of Genji»; Merrily Baird, Symbols of Japan (Rizzoli 2001); Victoria and Albert Museum, collezioni tessili giapponesi (catalogo online).