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花 · motivi e simboli

Fiori nel tatuaggio giapponese: peonia, ciliegio, crisantemo e stagioni

Di · · aggiornato il · 3 min di lettura

Nel tatuaggio giapponese i fiori non riempiono i vuoti. Ognuno porta un significato, e soprattutto una stagione. Il calendario dei fiori, che i giapponesi imparano anche giocando a carte, decide quali elementi possono stare nello stesso pezzo.

In breve
  • La peonia (botan) è ricchezza e audacia; si abbina al leone shishi e alle farfalle.
  • Il ciliegio (sakura) è la bellezza breve e l'impermanenza.
  • Il crisantemo (kiku) è longevità e, a sedici petali, stemma imperiale.
  • Le carte hanafuda assegnano un fiore a ogni mese: una guida pratica alla coerenza stagionale.

La peonia: re dei fiori

La peonia (botan, 牡丹) arriva dalla Cina, dove era chiamata «re dei fiori» e simboleggiava ricchezza, prosperità e rango. In Giappone conserva questo prestigio e aggiunge una sfumatura di audacia. Nel repertorio del tatuaggio è il fiore più usato, perché la corolla grande e stratificata regge bene la scala del corpo e il colore.

Si abbina allo shishi, il leone guardiano, nel tema del leone tra le peonie. Nel cinema giapponese degli anni Sessanta la serie Hibotan bakuto, «La giocatrice della peonia rossa», ha reso la peonia sulla schiena un'icona del tatuaggio femminile. Nelle carte hanafuda la peonia è il fiore di giugno, accompagnata da farfalle.

Il ciliegio: la bellezza che cade

Il fiore di ciliegio (sakura, 桜) è il simbolo più riconoscibile del Giappone e il più carico di significati. La fioritura dura pochi giorni e la caduta dei petali è diventata l'immagine dell'impermanenza, legata al concetto di mono no aware, la sensibilità malinconica per le cose che passano. In epoca moderna il ciliegio è stato usato anche dalla propaganda militare come immagine della morte giovane in battaglia: è un uso storico che conviene conoscere.

Nel teatro e nel folklore il ciliegio è legato al tatuaggio: la figura di Tōyama Kagemoto, magistrato di Edo, è celebrata nel teatro popolare e poi al cinema e in televisione come Tōyama no Kin-san, che rivela un tatuaggio di fiori di ciliegio per smascherare i colpevoli. Il tatuaggio del magistrato storico è documentato solo da racconti, ma la leggenda è popolarissima. Nel kabuki anche il ladro gentiluomo Benten Kozō mostra ciliegi tatuati nella scena più famosa della sua commedia.

Il crisantemo: longevità e trono

Il crisantemo (kiku, 菊) arriva dalla Cina come pianta medicinale e simbolo di lunga vita. In Giappone diventa il fiore imperiale: il crisantemo a sedici petali è lo stemma della famiglia imperiale, e il Trono del Crisantemo indica la monarchia. Si associa all'autunno; nelle hanafuda è il fiore di settembre, con una coppa di sakè.

Nel tatuaggio il crisantemo porta longevità, perseveranza e nobiltà. Un avvertimento pratico: riprodurre esattamente lo stemma imperiale a sedici petali, invece di un fiore naturalistico, ha un significato politico preciso che in Giappone non passa inosservato.

Susino, acero, loto, glicine

Il susino (ume) fiorisce a fine inverno, spesso sotto la neve: è la resistenza e la speranza. L'acero (momiji) è l'autunno, e le foglie rosse che cadono in un torrente sono un tema classico della poesia; nelle hanafuda compare a ottobre con un cervo. Il loto (hasu) è il fiore buddhista per eccellenza, puro perché nasce dal fango senza sporcarsi. Il glicine (fuji) è eleganza e amore, legato ad aprile.

La regola delle stagioni e le carte hanafuda

Il tatuaggio giapponese tradizionale tende a rispettare la coerenza stagionale: ciliegi e aceri rossi nella stessa scena creano una contraddizione, come dire primavera e autunno nella stessa frase. È una convenzione condivisa da molti horishi, derivata dalla pittura e dalla poesia, dove ogni immagine appartiene a un momento dell'anno.

Un modo pratico per orientarsi sono le hanafuda, le carte da gioco dei fiori diffuse dall'epoca Edo. Ogni mese ha il suo seme: pino a gennaio, susino a febbraio, ciliegio a marzo, glicine ad aprile, iris a maggio, peonia a giugno, lespedeza a luglio, erba susuki ad agosto, crisantemo a settembre, acero a ottobre, salice a novembre, paulownia a dicembre. La corrispondenza segue il calendario lunare tradizionale e non coincide sempre con le fioriture reali, ma resta un codice visivo chiarissimo.

La regola si può piegare: io la uso come punto di partenza e la rompo solo quando la rottura dice qualcosa.

Fonti e letture: Wikipedia, «Hanafuda»; Wikipedia, «Imperial Seal of Japan»; Wikipedia, «Mono no aware»; Wikipedia, «Tōyama Kagemoto»; Emiko Ohnuki-Tierney, Kamikaze, Cherry Blossoms, and Nationalisms (University of Chicago Press 2002); Merrily Baird, Symbols of Japan (Rizzoli 2001).

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